Lancia

Auto da Rally Storiche: Lancia Delta Integrale e S4 e Lancia Stratos

Tra le auto da rally storiche, il marchio Lancia è stato per molti anni sinonimo di auto da Rally di successo: tra queste figurano la Lancia Delta Integrale, la Lancia Delta S4 e la Lancia Stratos. La Lancia Delta Integrale ha gareggiato sui circuiti di rally dal 1987 al 1993, vincendo ben 6 titoli mondiali costruttori consecutivi e 4 titoli mondiali piloti.

La vettura, introdotta nel 1986 come Delta HF 4WD, era equipaggiata con il motore 2.0ie turbo da 166 CV, abbinato alla trazione integrale che prevedeva il differenziale posteriore Torsen a slittamento limitato.
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La Delta Integrale, invece, fu presentata al Salone dell’Auto di Francoforte del 1987, con il motore 2.0ie turbo da 181 CV. Nel 1989 fu la volta della versione 16V, con il propulsore plurivalvole da 196 CV e maggiore ripartizione della coppia motrice al retrotreno, grazie al sistema a tre differenziali con il centrale epicicloidale Ferguson dotato di giunto viscoso e il posteriore Torsen antislittamento. Nel ’91 ha debuttato la Delta Integrale ‘Evoluzione’ da 205 CV, mentre nel ’93 è stata introdotta la versione catalizzata da 211 CV.

La Lancia Delta S4 è nata specificamente per l’impiego in campo agonistico, in sostituzione della Rallye ‘037’. Infatti, è stata prodotta dal 1985 al 1988 in soli 200 esemplari, per l’omologazione nel Gruppo B del campionato mondiale di rally, dove partecipò con le versioni da gara da 480 CV prima e 560 CV poi.

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La sigla S4 era l’acronimo di auto “sovralimentata a quattro ruote motrici”. La Lancia Delta S4 aveva la trazione integrale abbinata allo specifico motore 1800 a quattro cilindri, la cui particolarità era il sistema a doppia sovralimentazione, con il turbocompressore KKK e il classico compressore volumetrico Volumex.

Il telaio a traliccio in tubi di acciaio – leggerissimo, sottile e scivolato – permetteva di fendere l’aria molto facilmente, mentre la scocca – composta da pannelli in kevlar e fibra di carbonio – consentiva di scaricare le gocce di pioggia in caso di acquazzoni torrenziali.

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Le performance di quest’auto, indubbiamente meritevole di aver collezionato molte vittorie, sono anche legate anche ad eventi luttuosi. Nella stagione 1986, durante il rally Tour de Corse in Corsica, la Lancia Delta S4 fu protagonista dell’incidente stradale in cui perirono il pilota finlandese Henry Toivonen e il navigatore statunitense Sergio Cresto. Dopo essere usciti fuoristrada, la Delta S4 di Toivonen e Cresto precipitò in un burrone, finendo contro un albero e prese fuoco. I due piloti morirono sul colpo, tra le fiamme.

Questo tragico episodio sancì la fine delle auto da rally del Gruppo B, considerate troppo pericolose per gareggiare e, perciò, furono bandite da parte della Federazione Internazionale dell’Automobile, a partire dall’anno seguente.

Infine, non si può non parlare della Lancia Stratos, supercar prodotta dal 1973 al 1975 in meno di 500 esemplari. Anch’essa nacque soprattutto per l’impiego in campo agonistico, dato che ricevette l’omologazione alla categoria Gran Turismo Gruppo 4 del campionato mondiale di rally.

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Inizialmente, la denominazione Stratos identificò il “Prototipo Zero” che l’atelier italiano Bertone espose al Salone di Torino del 1970, equipaggiato con il motore della Lancia Fulvia in posizione centrale e caratterizzato dalla carrozzeria davvero futuristica per l’epoca. La versione definitiva della Lancia Stratos, invece, aveva la carrozzeria monoscocca – sempre disegnata dall’atelier Bertone, ai quei tempi diretto dal designer italiano Marcello Gandini – abbinata al telaio tubolare a traliccio (realizzato in lamiera d’acciaio). Per quanto riguarda la meccanica, la versione stradale della Stratos era equipaggiata con il motore 2400 V6 da 192 CV di potenza, condiviso con la Ferrari Dino 246. Posizionato nella zona centrale posteriore, in senso trasversale e in abbinamento con la trazione posteriore, il suddetto propulsore consentiva di raggiungere la velocità massima di 230 km/h.

Tra le altre particolari caratteristiche della Lancia Stratos figurava anche il cofano anteriore che ricordava molto il muso delle monoposto di Formula 1, in quanto molto largo e schiacciato verso il suolo, per sfruttare al massimo l’aerodinamicità della vettura.

La versione da gara della Lancia Stratos erogava, inizialmente, la potenza di 280 CV. Successivamente debuttò la declinazione da 320 CV, grazie all’adozione del sistema di distribuzione a quattro valvole per cilindro. La Lancia Stratos ha conquistato tre titoli costruttori consecutivi, dal 1974 al 1976, più il titolo piloti con il fuoriclasse italiano Sandro Munari nel 1977.

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