Articoli di: Redazione

Perchè Noleggiare un’auto elettrica a lungo termine

Le auto del futuro

Quante volte hai pensato “voglio un’auto elettrica”, ma 5 minuti dopo hai constatato che i prezzi non sono abbordabili come quelli delle vetture a benzina/gasolio?

I dati parlano chiaro: nonostante in molti paesi come la Norvegia si sia diffuso l’uso delle auto elettriche in sostituzione alle classiche auto a carburante, la situazione in Italia è ancora da migliorare.

Infatti, solo una piccola parte delle autovetture italiane (il 3,5% del totale) è di tipo ibrido o elettrico. Questo è dovuto soprattutto al fatto che nella penisola sono presenti pochissime colonnine di ricarica che a detta degli autisti rendono scomodo l’utilizzo dell’elettrico. Inoltre, si aggiungono i costi di acquisto e manutenzione che per tali tipologie di veicoli non sono indifferenti.

Da oggi però tutto cambia. Molte persone scelgono di noleggiare auto elettriche a lungo termine, una soluzione che sembra essere addirittura più conveniente che noleggiarne una a carburante. Facendo le giuste osservazioni gli aspetti positivi sono molteplici: si risparmia sui costi di manutenzione, non si pone il problema della svalutazione al momento della rivendita e si ha accesso a zone a traffico limitato.

Si ha anche la possibilità di evitare i pagamenti nei parcheggi e, soprattutto, nessuna spesa sul carburante. Quest’ultimo vantaggio, oltre ad essere conveniente per le proprie tasche è anche rispettoso verso l’ambiente che ormai è deteriorato per colpa dell’inquinamento. Noleggio Semplice, società di noleggio auto lungo termine, conferma il sempre crescente interesse verso le auto elettriche: le richieste di noleggio di auto ad alimentazione elettrico o plugin sono più che raddoppiate negli ultimi sei mesi.

Spalma le spese e pianifica i costi

Poiché le auto elettriche hanno un costo elevato, l’opzione di un noleggio a lungo termine si presenta molto vantaggiosa e comoda sotto diversi punti di vista. Innanzitutto, si ha la facoltà di pagare un canone mensile anche senza anticipo, cosa che spaventa sicuramente molto meno del classico acconto di migliaia di euro che svuota le tasche.

Riguardo alla manutenzione si hanno a disposizione diverse agevolazioni scegliendo un noleggio a lungo termine. Si può infatti disporre di manutenzione ordinaria e straordinaria coperta dal contratto di noleggio oltre alla copertura totale sulla polizza assicurativa.

In più, nel momento in cui il veicolo a noleggio dovesse essere sottoposto ad interventi di manutenzione più o meno lunghi, si ha la possibilità di richiedere un’auto sostitutiva con le stesse caratteristiche di quella noleggiata.

In più, una volta scaduto il contratto di noleggio, non solo non si avrà il problema di vendere un’auto che ha subìto svalutazione durante l’arco del tempo, ma si potrà richiedere una nuova auto che disporrà di una tecnologia al passo con quella più recente. In questo modo si eviterà di avere tra le mani un veicolo tecnologicamente obsoleto e, soprattutto, svalutato.

Evita costi aggiuntivi e rispetta l’ambiente

Usufruendo del noleggio a lungo termine per una vettura elettrica, oltre che ottenere risparmi sui costi di acquisto e di manutenzione, c’è anche di più. Si guadagna infatti anche tempo prezioso e si risparmia su costi che spesso danno molto fastidio ai guidatori.

Possedere una vettura elettrica permette di non pagare sui parcheggi segnalati con le strisce blu. Inoltre, è possibile avere accesso a tutti i centri urbani e alle zone a traffico limitato, evitando di rimanere bloccati in ingorghi e traffico che creano situazioni di stress e disagio, mantenendo anche in salute la mente di chi guida.

Come ultimo, ma non per importanza, c’è il fattore ambientale. Le emissioni delle auto elettriche sono famose per essere le più basse presenti sul mercato. Inoltre, la loro silenziosità le rende uniche nel loro genere. Un aspetto che però potrebbe far sorgere dubbi a chi vuole usufruire di un veicolo elettrico potrebbe essere il numero di chilometri percorribile con una ricarica, ma anche su questo non c’è da preoccuparsi.

Le vetture più vendute per circolare nelle città, ovvero la Nissan Leaf e la e-Golf, offrono infatti svariati chilometri di autonomia. La Leaf offre due versioni rispettivamente dotate di batterie con 40 o 62 kWh di potenza e un’autonomia di 270km per la prima, e di ben 385km per la seconda.

La e-Golf non smentisce la sua natura tedesca e offre un motore elettrico di ben 136cv con un’autonomia che raggiunge i 300km. È possibile eseguire la ricarica in diverse modalità, garantendo l’80% di ricarica in 45 minuti.

Ovviamente sono presenti tantissime altre automobili elettriche che, in base ai contratti di noleggio stipulabili offrono soluzioni veramente convenienti.

16 Giugno 2020 0 comments News Auto

Recensione BMW X1

Quando parliamo di BMW pensiamo sempre alla grande qualità e alla grande affidabilità di questo marchio, il suo nome è infatti indissolubilmente legato alla performance e alla guidabilità dei suoi veicoli. Solitamente pensiamo alle classiche berline dallo stile intramontabile, però in questo caso vogliamo presentarvi uno degli ultimi SUV prodotti da questa casa.

BMW X1 caratteristiche generali

Questo modello è il più piccolo tra i SUV della casa tedesca, ma proprio per questo presenta delle caratteristiche uniche che non ritroviamo negli altri modelli. Rispetto al modello precedente è stata rinnovata: i suoi interni sono infatti realizzati da nuovi materiali che rendono l’abitacolo della vettura più comodo e confortevole.

La plancia è rivestita da uno spesso strato morbido che può essere impreziosito da alcuni inserti laccati a seconda del modello. Il motore è stato disposto diversamente per aumentare lo spazio dell’abitacolo, infatti è stato disposto trasversalmente per poter accorciare il cofano e aumentare quindi lo spazio di guida.

L’elettronica è sempre più parte integrante del confort di guida: i sistemi di connettività permettono infatti di collegare i dispositivi senza problemi, possono essere tracciate parole e numeri di telefono direttamente sulla plancia e in alcuni modelli vengono proiettate sul parabrezza alcune indicazioni relative alla guida.

Il bagagliaio rimane un pezzo forte di questa vettura: può andare da 505l a 1550l di volume in base alla posizione dei sedili posteriori che può essere modificata per lasciare spazio a eventuali valige. Quattro adulti viaggiano sicuramente comodi in questa vettura, l’unico posto un po’ sacrificato è quello al centro a causa del largo tunnel presente nel pavimento.

BMW X1 guidabilità e motore

Il rinnovamento di questo modello neanche a dirlo non è solamente estetico: motore e guidabilità della vettura sono state rivisitate per migliorare ancora di più l’esperienza del viaggio. Il motore infatti è molto più vivace e questo permette di avere delle buone riprese, grazie al cambio automatico che ottimizza il cambio marcia queste riprese sono ancora più vigorose. Ecco perché questo SUV è adatto sia alla città (dove viaggia agilmente grazie alle dimensioni più piccole rispetto alla categoria), sia su strade veloci dove fornisce la potenza necessaria in ogni situazione.

In autostrada la BMW X1 viaggia molto bene, grazie all’ottava marcia può viaggiare a 130km/h senza problemi aggirandosi intorno ai 2100 giri, basterà premere sull’acceleratore per tornare ad alti giri. La vettura però non è adatta al fuoristrada: nonostante infatti la presenza della plastica antigraffio nella parte sottostante la vettura, questa risulta troppo bassa e nei percorsi particolarmente difficili risulta in difficoltà.

Insomma dovresti possedere questa macchina se sei una persona che ha necessità di muoversi in ambito urbano ed extra urbano, le dimensioni e le prestazioni infatti la rendono perfetta per entrambi questi ambienti, senza rinunciare alla qualità e alla comodità di interni pensati per viaggi silenziosi e confortevoli. Valutate anche altre opzioni oltre all’acquisto: di listino la BMW X1 parte da 32.000 euro, e con il noleggio a lungo termine potrete averla a partire da 349€ al mese. Proprio per questa notevole differenza a livello economico questo è uno dei modelli più apprezzati da chi decide di fare un noleggio a lungo termine.

27 Aprile 2020 0 comments BMW

Risarcimento danni per sinistro stradale: che cosa bisogna sapere?

Risarcimento danni per sinistro stradale: come funziona?

Cosa bisogna fare in caso di incidente stradale? Nell’articolo di oggi tutte le informazioni utili per ricevere un risarcimento danni per incidente stradale.

Il Risarcimento danni per incidenti stradali serve a tutelare l’automobilista dalle spese onerose che seguono il sinistro. Ma che cosa bisogna fare per ottenerlo?

Partiamo dall’inizio. Quando ci si trova invischiati in un incidente si presentano un gran numero di cose pratiche da sbrigare. Bisogna infatti attestare la responsabilità del sinistro, chiare le dinamiche dello stesso e quantificare i danni riportati, che possono ledere non solo il veicolo ma anche la persona.

Affrontare tutte le incombenze legate allo scontro può essere difficile e impegnativo. Ciononostante, in questi casi la tempestività è tutto e bisogna agire con immediatezza per ottenere il supporto di cui si necessita.

Vediamo dunque quali sono le cose da fare quando ci si trova coinvolti in un sinistro.

Cosa fare in caso di incidente: gli step da seguire

In caso di incidente la cosa che più urge è quella di controllare le condizioni fisiche di tutti quelli che ne sono rimasti coinvolti, dai passeggeri che viaggiano a bordo della nostra vettura fino a quelli che invece sono si trovano nel veicolo della parte opposta.

Solo quando ci si è sincerati delle condizioni di ognuno si può passare alle cose pratiche, come alla comunicazione dell’avvenuto sinistro alla compagnia assicurativa.

Se l’incidente automobilistico ha prodotto dei feriti è importantissimo – o obbligatorio per leggere – prestare soccorso, chiamando prima di tutto un ambulanza al numero 118 e poi le Forze dell’Ordine, che dovranno giungere sul posto.

Non è possibile abbandonare i feriti sul posto prima dell’arrivo delle autorità.

La constatazione amichevole

Quasi sempre al seguito dello scontro si procede con una contestazione amichevole, che rappresenta l’accordo delle due parti più pratico. Per poterla sottoscrivere bisogna compilare un modulo che prende il nome di CAI (Constatazione Amichevole di Incidente), meglio conosciuto come modulo blu.

La compilazione di questo modulo risulta significativa in quanto permette di ridurre i tempi d’attesa della risarcimento e anche quelli di gestione del sinistro.

Inoltre, quando questo viene firmato dalla due parti coinvolti permette di chiarire con anticipo le dinamiche dell’incidente. Ai fini del buon esito della richiesta di risarcimento è infatti molto importante capire chi è il responsabile del sinistro.

Risarcimento danni per sinistro stradale: una questione di responsabilità 

Il risarcimento danni per sinistro stradale è una questione di responsabilità. È infatti la compagnia assicurativa del responsabile del sinistro a dover pagare per i danni causati dallo stesso.

Come ci si accerta però di tale responsabilità? Quando il modulo CAI è firmato in due si è già a metà dell’opera, in caso contrario invece entrano in gioco i testimoni o le Forze dell’Ordine che hanno compilato i verbali.

Esistono situazioni nelle quali la responsabilità cade su entrambe le parti coinvolte. Queste rientrano nei casi di responsabilità paritaria, per la quale i conducenti alla guida si impegnano a pagarsi vicendevolmente i danni.

Risarcimento danni per sinistro stradale: come stabilire i danni

Per ottenere un risarcimento serve stabilire i danni subiti. Nel caso di danni a mezzi sarà un perito esperto, incaricato dalla compagnia d’assicurazione, a stabilire l’entità del danno subito.

Diverso accade per i danni a persona, per i quali la situazione diventa molto più complessa. A tal proposito bisogna precisare che i danni a persona da poter riconoscere possono essere di diversa entità. Ci sono i danni patrimoniali, quelli biologici o anche quelli morali.

Il ferito potrà dunque essere risarcito in relazione alle spese mediche da affrontare o alla perdita di guadagno causata dall’assenza sul posto di lavoro, di cui il sinistro sarà il diretto responsabile.

Si può addirittura richiedere un risarcimento per invalidità temporanea: in questo caso la somma viene stabilità a seconda del numero dei giorni in cui il ferito è dovuto sottostare alla condizione invalidante dettata dall’incidente automobilistico.

Come richiedere il risarcimento danni per sinistro stradale?

Per richiedere il risarcimento danni per sinistro stradale occorre allegare la richiesta al modulo di constatazione amichevole. Vi ricordiamo che è possibile avviare la pratica solo entro i due anni dall’avvenuto scontro e mai più tardi. I tempi sono da stabilire a seconda della casistica.

3 Marzo 2020 0 comments News Auto

Quanto può costare una Vespa d’epoca?

Acquistare o vendere una Vespa d’epoca grazie ad internet è sempre più facile, in particolare per chi ama fare acquisti online. Per chi non ha idea del prezzo di acquisto di una Vespa, ecco una serie di suggerimenti per farsi un’idea.

Quanto-può-costare-una-Vespa-d’epoca Quanto può costare una Vespa d’epoca?

Acquistare una scooter online è facile, in particolare per chi ha buon occhio per gli affari e riesce ad orientarsi nel migliore dei modi tra le varie proposte. Le Vespe d’epoca sono tra gli scooter più richiesti negli ultimi anni, per la loro affidabilità e stile Made in Italy che le contraddistingue.

Il prezzo di acquisto di una Vespa d’epoca può aggirarsi tra qualche centinaia di Euro e può arrivare anche a cifre superiori i 10.000/20.000 € per i modelli più richiesti come La Vespa 90 SS. Come è facile comprendere, non sempre si possono avere le conoscenze per fare un acquisto corretto, e che possa rivalutarsi nel corso degli anni. Per riuscire a fare un acquisto al giusto prezzo, può essere una buona idea chiedere una valutazione online ad un negozio specializzato.

Tra quelli presenti online zangheratti ricambi vespa è uno dei massimi esperti in Italia. Anni di passione ed esperienza permettono di comprendere con facilità quale è il reale valore della Vespa e se il prezzo proposto è idoneo per un acquisto. Inoltre, per chi è alla ricerca di ricambi originali per una Vespa, il negozio online è ricco di interessanti proposte pronte all’acquisto.

Che cosa valutare per identificare il prezzo?

Quando si vuole acquistare una Vespa d’epoca, sono diverse le caratteristiche da prendere in considerazione per valutare nel migliore dei modi che il prezzo sia corretto. Vediamo quali sono le più importanti.

Anno di produzione

La prima cosa da verificare è sicuramente l’anno di produzione. Cosa facilmente identificabile grazie al libretto di immatricolazione o alla presenza di un certificato che ne determina l’anno di produzione. È bene ricordare, che i modelli con più anni “purtroppo” hanno anche un prezzo di acquisto decisamente superiore alle Vespe più recenti.

Finiture e condizioni estetiche

Il secondo punto da prendere in considerazione, è sicuramente lo stato di conservazione del mezzo. La presenza di ruggine, graffi o peggio ancora della mancanza di pezzi possono essere fattori che portano il prezzo di una Vespa a scendere. Migliore è lo stato di conservazione di una Vespa, maggiore sarà il prezzo di vendita.

Se la Vespa è stata restaurata, da un appassionato o da un professionista del settore, può essere un fattore che incide pesantemente sul prezzo. Se il restauro non è stato fatto nel migliore dei modi si può spuntare un prezzo migliore di quello proposto. Al contrario, se il restauro è stato eseguito a regola d’arte difficilmente si potrà avere uno sconto sull’acquisto della Vespa d’epoca.

Quando acquistare una Vespa d’epoca?

Può sembrare una cosa da non tenere conto, ma spesso acquistare una Vespa nel periodo invernale permette di ottenere dei grandi vantaggi economici. Durante il periodo estivo, quando si utilizzano maggiormente scooter e motociclette, il prezzo delle Vespe d’epoca è sempre maggiore.

La vespa è senza ombra di dubbio una delle motociclette più rappresentative dello stile Made in Italy in Italia e in tutta l’Europa. Ogni anno sono molte le Vespe d’epoca esportate in tutte le nazioni che confinano con l’Italia e anche fuori dall’Europa. In molti casi, quando chi l’acquista è un appassionato, riserva uno spazio d’onore in garage al momento dell’arrivo della Vespa.

7 Febbraio 2020 0 comments Guida all'acquisto

Pellicole oscuranti per auto: quali sono i vantaggi?

Sono molti coloro che credono che per prendersi cura dell’auto bisogna verificare lo stato della carrozzeria e degli elementi principali del motore, ruote etc. In realtà anche gli interni hanno necessità particolari per apparire sempre nuovi e al meglio, a tal fine entrano in gioco le pellicole oscuranti per i vetri dell’auto che possono avere un ruolo chiave per l’automobile.

Pellicole-oscuranti-per-auto-1024x684 Pellicole oscuranti per auto: quali sono i vantaggi?

La manutenzione dell’auto non è facile per coloro che non hanno alcuna competenza di meccanica ma, anche se sembra un fattore trascurabile, installare delle pellicole per auto oscurate può apportare numerosi benefici funzionali oltre che estetici che non si riducono solo alla massima protezione degli interni dell’auto.

Interni auto in migliori condizioni

Quando si parcheggia l’automobile al sole si utilizzano quelle protezioni per il parabrezza affinché i raggi solari ed il calore da questi generato non entrino in auto. Allo stesso modo, è fondamentale applicare su tutti i finestrini, sia anteriori che posteriori delle pellicole oscurate che impediscono ai raggi solari di scolorire la tappezzeria oppure al calore di rovinarla in modo permanente. La pellicola infatti essendo scura funge da barriera e protegge gli interni mantenendoli del loro colore naturale, interni in ottime condizioni permettono di rivendere l’auto ad un prezzo superiore.

Evitare i danni dei raggi UV

Le pellicole scure per i vetri fungono da barriera anche per l’uomo, sono molti coloro che per lavoro o piacere passano molte ore alla guida non occasionalmente ma per mesi o addirittura anni. I raggi solari che entrano nell’abitacolo sono estremamente dannosi per la salute e non solo per gli interni dell’auto. Tutti sanno che i raggi solari sono una delle prime cause dell’invecchiamento cutaneo in quanto i radicali liberi hanno la capacità di accelerare la degenerazione delle cellule del derma ma spesso sono anche la causa dell’insorgenza si alcuni tipi di tumore alla pelle.

L’esposizione prolungata al sole può anche avere l’effetto di macchiare la cute o causare delle ustioni che possono essere molto dolorose i cui segni sono difficili da cancellare. In alternativa alle pellicole oscurate se non si vogliono utilizzare, è possibile applicare delle pellicole trasparenti che proteggono da raggi UV per preservare il benessere di chi guida per lunghi tratti. Si tratta di una soluzione intermedia che consente comunque di proteggere dagli effetti negativi dei raggi solari non solo l’interno dell’auto ma anche chi ci passa molto tempo.

Migliore gestione del calore

Le pellicole oscurate soprattutto d’estate ma anche in alcuni occasioni d’inverno, possono assicurare una migliore gestione del calore. Quante volte infatti si è costretti a parcheggiare l’auto al sole d’estate e rientrare quando la temperatura al suo interno supera persino i 40 gradi. In queste condizioni l’aria condizionata è essenziale ma, il suo utilizzo ha risvolti negativi per la salute e anche per i consumi e sulla resa dell’automobile. Applicando delle pellicole oscurate si riesce a schermare l’auto e a bloccare fino al 30-50% del calore mandato dai raggi solari che si accumula in macchina. Grazie a questo schermo sarà più semplice gestire la temperatura dell’automobile con un minimo utilizzo dell’aria condizionata.

Maggiore protezione

Le pellicole oscurate possono essere di fondamentale importanza in caso di incidenti in quanto riescono a tenere uniti i vari pezzi in cui si rompe il vetro in caso di incidente, salvaguardando il benessere del conducente e dei passeggeri. Questo non è l’unico dei benefici dei questi accessori in termini di maggiore protezione in quanto possono rivelarsi accessori fondamentali nel caso in cui qualcuno volesse rompere il vetro per irrompere nell’automobile a rubare. La pellicola oscurata infatti non consente a chi si torva all’esterno di vedere ciò che c’è all’interno dell’automobile aumentandone la sicurezza.

Maggiore privacy

Le pellicole oscurate possono assicurare la privacy di coloro che si trovano all’interno dell’abitacolo, caratteristica che viene maggiormente apprezzata qualora si passi all’interno di un centro abitato o nelle sue vicinanze ma soprattutto nel momento in cui si parcheggia. Chi è all’esterno infatti non ha una visione chiara dell’interno dell’auto. L’utilizzo delle pellicole oscurate per i finestrini apporta benefici non solo all’automobile, ma anche a chi la utilizza nella vita di tutti i giorni.

9 Gennaio 2020 0 comments Opinioni

Le regole per viaggiare con l’auto in inverno

Quando arriva il freddo e la neve imbianca città e montagne la tentazione è sempre quella di programmare un viaggio in automobile con la famiglia e partire per qualche località sperduta, dove godere del tepore di una baita dopo una giornata sugli sci, imparando a conoscere le tipicità gastronomiche.

Niente di più facile, perché dopo aver scelto per tempo il periodo delle ferie ci sono pochi altri passaggi che separano dalla tanto attesa partenza. Esistono alcune regole d’oro da seguire per rendere perfetto il tragitto al volante della propria auto: un gesto piacevole e rilassante che permette di risparmiare il costo di un viaggio in treno o in aereo.

Con la stagione fredda, dal 15 novembre fino al 15 aprile (ma in certe località con particolari situazioni climatiche anche già dal 15 ottobre) è necessario montare sulla propria macchina gli pneumatici invernali che si riconoscono per la presenza di alcuni simboli identificativi: si tratta della dicitura M+S ovvero mud+snow (letteralmente fango e neve), ma anche una vetta con tre picchi che racchiude un fiocco di neve (Three peak mountain snowflake) e in generale cristalli di neve.

Prima di mettersi in moto – specie quando la colonnina di mercurio tocca e scende sotto lo zero – è necessario fare delle verifiche preliminari sull’autovettura, innanzitutto per quanto riguarda l’impianto frenante e le parti meccaniche, poiché possono essere colpite dalle basse temperature. Così come una controllata servirà anche ai livelli di acqua e olio. L’antigelo dovrà poi essere versato nell’acqua del radiatore per assicurare una riduzione importante della temperatura di solidificazione.

Focus su tergicristalli e climatizzazione

Tra i consigli per affrontare in sicurezza il viaggio (e i molti tornanti) uno riguarda anche la temperatura all’interno dell’abitacolo: alzarla troppo può infatti favorire torpore e colpi di sonno, meglio tenersi intorno ai 20-22 gradi. Tra i nemici del viaggio in inverno con l’auto c’è senza dubbio il ghiaccio, che può compromettere il buon funzionamento dei tergicristalli.

Un errore comune, ma assolutamente da evitare, è quello di azionarli per togliere la patina solida e ghiacciata prima di partire: occorre armarsi del caro vecchio raschietto, compiendo un gesto simile a quello che si fa in estate per fare spazio in frigorifero ai gelati. E’ possibile aiutarsi accendendo il climatizzatore ma mai versando acqua calda sulla parte da togliere, mentre in generale sarà utile aggiungere l’antigelo anche nel serbatoio del liquido lavavetri.

E, per quanto riguarda il capitolo del carburante, è bene ricordare che nelle stazioni di servizio in montagna, avvezze alla rigidità delle temperature che le auto affrontano, è possibile riempire il proprio serbatoio con carburanti ad hoc: rifornirsi lì, durante le vacanze o nella settimana bianca, sarà l’ideale.

Infine uno sguardo a una buona abitudine invernale che riguarda la scelta… dell’abito per l’auto. Già, perché porre sulla vettura una copertura termica potrà aiutare a proteggere batteria e motore dal gelo: nel nome della praticità e della sicurezza. In ogni caso, avere a bordo anche un kit di emergenza sarà una buona cosa: triangolo, chiavi inglesi, giacca catarifrangente e raschietto potrebbero essere alleati preziosi.

8 Gennaio 2020 0 comments Auto consigli

Auto nuove o usate? Cosa conviene?

E’ meglio comprare un’auto nuova o un’auto usata? Quali sono i vantaggi di una o dell’altra scelta?

Cominciamo con l’ultima delle due opzioni, ovvero l’acquisto di un’auto usata, naturalmente di qualità, come le auto usate di brumbrum.

Un veicolo che ha poi anni di anzianità può farti risparmiare denaro, fornendoti allo stesso tempo molti degli stessi vantaggi di un’auto nuova, appena immatricolata e uscita dalla concessionaria. Per esempio, è bene ricordare sempre che le auto nuove perdono subito buona parte del loro valore non appena le si guida fuori dalla concessionaria auto. In media questa perdita di valore è del 10-20% non appena vengono guidate da un nuovo proprietario, mentre almeno un altro 10-15% viene perso nel primo anno di vita.

In alternativa all’auto usata, è possibile reperire delle auto a km 0. Si tratta generalmente di veicoli dimostrativi, ovvero veicoli che sono stati usati per i test drive, e che hanno spesso un prezzo inferiore a quello del nuovo, o comunque di quello che potresti essere in grado di negoziare per un veicolo di recente immatricolazione.

Come se non bastassero i benefici di cui sopra, esistono altri vantaggi per l’acquisto di un usato. Pensa al fatto che molti concessionari di auto hanno dei programmi di usato “garantito” o “certificato”, tale per cui i veicoli usati devono superare rigorosi controlli per essere venduti, assicurando agli acquirenti una bontà qualitativa del prodotto acquistato.

Ancora, spesso le auto usate, avendo minore valore di mercato, permettono agli acquirenti di risparmiare sul premio assicurativo, riducendo così i costi ricorrenti che si è obbligati a pagare, anno dopo anno, per potersi aggiudicare la titolarità del mezzo.

Di contro, esistono numerosi vantaggi derivanti dall’acquisto di un’auto nuova. Uno dei principali vantaggi dell’acquisto di un’auto di nuova immatricolazione è, intuibilmente, la sua condizione. Non c’è bisogno di chiedere a un meccanico di fiducia di ispezionare l’auto, come potrebbe essere necessario fare se si acquista un’auto usata da un privato. Inoltre, non dovrai preoccuparti di scoprire quale sia stata l’usura precedente, se l’auto è stata coinvolta in incidenti o in altre situazioni spiacevoli. Sarai, infatti, il primo a metter mano sul volante!

Aggiungiamo altresì che le auto nuove vengono concesse con una ricca varietà di garanzie, dalle garanzie per i componenti minori a quelle per il motore. Inoltre, è possibile acquistare garanzie estese dal concessionario, arricchendo di nuova convenienza questa scelta di consapevolezza.

Tra gli altri vantaggi dell’acquisto di un’auto nuova, ricordiamo che è possibile personalizzare un’auto nuova con le caratteristiche che si desidera, tra cui il colore degli esterni e degli interni, materiali (come pelle o tessuto), e così via. Le nuove auto possono essere dotate delle più recenti tecnologie e caratteristiche di sicurezza, come gli airbag intelligenti e i sistemi di rilevamento degli angoli ciechi.

Insomma, tanti benefici nell’uno o nell’altro caso, a conferma del fatto che la scelta se acquistare un’auto nuova o un’auto usata dipenderà, volta per volta, dalle necessità, dalle esigenze e dalle possibilità dell’automobilista.

15 Ottobre 2019 0 comments Mercato automobilistico

Autocarri: come classificarli nel modo giusto

Appassionati delle quattro ruote o meno avvezzi a velocità e adrenalina, poco importa. Ciò che conta nel settore automobilistico è conoscere le caratteristiche di ogni veicolo, almeno quelle principali che portano chi è alla guida a preferire uno al posto di un altro. 

Autocarri-1024x682 Autocarri: come classificarli nel modo giusto

Quella degli autocarri rappresenta una categoria ampia e diversificata al suo interno, spesso protagonista di molti dubbi.

Per prima cosa è necessario sapere che per autocarro l’articolo 54 c.1 lett. D del Codice della Strada intende tutti quei veicoli destinati al trasporto di cose e delle persone addette all’uso o al trasporto delle cose stesse.

Tutti quei mezzi che non rientrano in questa definizione non possono, per legge, essere considerati un autocarro o un camion. Da un punto di vista fiscale l’unica prerogativa che questo veicolo deve avere è quella di essere collegato esclusivamente all’attività di impresa, quindi al lavoro.

Si classificano come N1, cioè come veicolo destinati al trasporto di merci con massa non superiore a 3,5 tonnellate.

È interessante sapere che è possibile immatricolare come autocarro anche un’auto 5 posti, purché sia adibita a uso professionale e che risponda a determinati requisiti quali: l’immatricolazione come autocarro N1, il numero di posti a sedere che sia superiore a 4, il codice carrozzeria F0 e la potenza motore/portata maggiore o uguale a 180.

Come si assicura un autocarro

Anche l’assicurazione di un autocarro è diversa rispetto a quella di una semplice auto. Principalmente la differenza dipende dal fatto che questa viene calcolata in base alla massa del veicolo e non in base alla cilindrata come invece avviene per le automobili. La motivazione è che maggiore è la massa del mezzo, maggiori sono i potenziali danni che questo può causare in caso di incidente.

Ogni prezzo dipende dalla tipologia di assicurazione scelta e dai servizi aggiuntivi. Non è un segreto che siano proprio le coperture aggiuntive a far lievitare i prezzi finali. Del resto, è quello che accade anche per le auto, indipendentemente dall’uso che se ne fa e dalla tipologia.

Su Assicurazioniautocarri.com è possibile avere maggiori informazioni e scegliere la formula ideale  per ogni esigenza.

Interessante sapere che la formula base di ogni assicurazione per i camion copre i danni da responsabilità civile, per le altre coperture tutto dipende dalla compagnia assicurativa che si sceglie.  Alcune pongono dei limiti anche alla copertura dei danni da responsabilità civile, altre propongono il risarcimento con franchigia, altre pongono limiti al numero di incidenti risarcibili. Insomma, è anche necessario scegliere con attenzione la compagnia alla quale si decide di affidarsi.

Chi può guidare un autocarro? 

Ogni veicolo ha proprie caratteristiche, per questo richiede diverse patenti. Per mettersi alla guida di un autocarro è necessaria la patente C, che può essere conseguita da chi abbia compiuto 18 anni di età e che abbia già una patente B.

È richiesta per i camion senza rimorchio pesante e per autoveicoli per trasporto di persone inferiore a 9 posti, compreso il conducente.

È bene sapere che fino ai 21 anni non è possibile guidare camion con massa complessiva a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate. 

Gli autocarri con rimorchio pesante richiedono, invece, la patente CE. 

24 Agosto 2019 0 comments Assicurazioni Auto

Come scegliere il seggiolino auto giusto

Come-scegliere-il-seggiolino-auto-giusto-1024x683 Come scegliere il seggiolino auto giusto

L’acquisto e l’installazione di un seggiolino auto per il tuo bambino può farti sentire come se dovessi attrezzare la tua auto per un viaggio sulla luna. Ci sono fermi da ancorare, cinture e fibbie per fissare, limiti di peso da sostenere…

Read more ›
3 Agosto 2019 0 comments Sicurezza stradale, Varie

Pit Bike: per adulti e bambini

Le pit Bike sono arrivate in Italia da non molto tempo ma questo fenomeno ha avuto un successo inaspettato. I maggiori rivenditori come Mobsterpitbike hanno notato come il mercato delle piccole due ruote sia partito da una piccola nicchia fino ad arrivare a conquistare una grossa fetta nel mercato del motociclismo.

Il successo è dovuto dai costi contenuti sia dei mezzi che della manutenzione degli stessi ma a causare il grande riscontro positivo nella comunità degli amanti delle due ruote è stato lo spirito delle pit bike e il divertimento che esse garantiscono.

Sono i mezzi perfetti per adulti e bambini che vogliono divertirsi su una moto, magari in un bel weekend tra amici durante una grigliata, per puro divertimento, per avvicinarsi al mondo del motociclismo o per soddisfare il desiderio di competere nelle gare ufficiali. Insomma, qualunque sia il vostro obbiettivo le pit bike lo soddisferanno.

Che cosa sono le pit bike

L’ idea di una moto dalle dimensioni ridotte e dai costi contenuti nasce negli Stati Uniti. Infatti la Honda CRF50 che veniva utilizzato nelle pit line e nei paddock dei campi da motocross è il modello che ha ispirato questa idea.

Subito non ebbe gran successo a causa della bassa qualità dei primi modelli di pit bike ma quando intorno agli anni 2000 il video, poi diventato virale, “50nuts” dove dei ragazzi si riprendono con una telecamera mentre fanno salti, gare amatoriali, derapate durante una grigliata e bevendo qualche birra tra amici, i produttori iniziarono a vedere il potenziale delle piccole due ruote, immaginando quanto “grandi” potessero diventare.

Le differenze tra una moto normale ed una pit bike sono poche. La misura ridotta dei vari modelli e delle loro ruote sono le prime differenze ma a livello tecnico quello che le differenzia è il motore a sbalzo. Questo è un motore a quattro tempi, monocilindrico, orizzontale e senza culla chiusa del telaio, ovvero senza il pezzo di connessione tra il canotto di sterzo e il motore o il telaio della pit bike.

Tipologie di pit bike e dove girare

Ci sono varie tipologie di pit bike ma si possono racchiudere i 3 macro categorie. Le minicross sono adatte allo sterrato grazie alle ruote tassellate, poi abbiamo la versione motard con le ruote lisce adatte ai circuiti in asfalto ed infine le Sunday.

Queste ultime sono una versione piuttosto recente adatte alle gare flat truck, sono quindi delle pit bike dal design retrò adatta a correre su circuiti sterrati, battuti e semicircolari che permettono ai rider di alternare rettilinei veloci a curve in derapata. Ma nulla vi impedisce di utilizzarle in altri modi o su altri terreni.

I posti per girare non sono così scontati. Si consiglia di girare nei circuiti dedicati o nei cartodromi in modo da avere un ambiente sicuro e controllato intorno ma le alternative ci sono. Spesso si gira su terreni privati chiedendo semplicemente il consenso del proprietario, nei giardini privati, sentieri poco frequentati o zone libere da troppe persone o mezzi.

Ricordiamo anche che le pit bike non sono omologate per la circolazione su strade pubbliche ma ci sono modelli adatti alle modifiche necessarie per omologarle.

23 Luglio 2019 0 comments Varie