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Storia della Fiat Panda dal 1980 al 2016, principali versioni dell’utilitaria

La Fiat Panda rappresenta una delle auto più conosciute e vendute all’interno del panorama automobilistico italiano, nel quale la vettura è presente a partire dal 1980.
Si tratta di un’automobile utilitaria, giunta alla sua terza serie e particolarmente apprezzata in virtù della sobrietà delle sue forme e per via del favorevole rapporto qualità prezzo.

Fiat Panda prima serie
Il progetto Fiat Panda prese vita nella seconda parte degli anni settanta, mentre la presentazione dell’auto avvenne nel 1978, con una cerimonia tenutasi presso il parco di Novegro. La distribuzione dell’auto torinese iniziò nel febbraio del 1980, con la commercializzazione di due modelli differenti, distinguibili sia in termini di motorizzazioni che di optional. Per quanto concerne le dimensioni, la prima Panda aveva una lunghezza di 3,38 metri, una larghezza di 1,46 metri e un’altezza di 1,44 metri ed era disponibile esclusivamente con tre porte.

1-3-653-1 Storia della Fiat Panda dal 1980 al 2016, principali versioni dell'utilitaria
La vettura riuscì a riscuotere un immediato successo, sancito sia dall’estetica semplice e allo stesso tempo accattivante, che dall’ottima struttura degli interni e della strumentazione, decisamente di più agevole utilizzo rispetto ai modelli della stessa categoria dell’epoca. Per quanto concerne la tecnica, la Panda disponeva di sospensioni con sistema a balestre, sia all’anteriore che al posteriore, e di quattro freni a tamburo.




Dal punto di vista motoristico, la Fiat Panda di prima generazione era disponibile con due motorizzazioni, entrambe alimentate a benzina. Il modello “30” era provvisto di un bicilindrico dalla cilindrata di 650 centimetri cubici, in grado di sviluppare 30 cavalli e una coppia massima di 41 Nm. Le prestazioni erano rivolte esclusivamente a una guida di tipo cittadino: l’auto toccava, infatti, la velocità massima di 116 chilometri orari e raggiungeva i 100 chilometri orari in 36 secondi, performance non certo adatte a chi ama la velocità. Discreti i consumi: l’auto percorreva circa 15 chilometri con un litro di benzina sul tratto misto. La versione “45” era equipaggiata con un propulsore quadricilindrico da 0,9 litri, il quale erogava 45 cavalli. Nettamente superiori le prestazioni: velocità di punta di 140 chilometri orari e scatto da 0 a 100 chilometri orari percorso in 19 secondi. Leggermente più alti i consumi, con una percorrenza di circa 14 chilometri con un litro di benzina.

Il primo restyling
La Fiat Panda ottene un primo ritocco nel 1986, con l’introduzione della Supernova. Furono modificate le sospensioni posteriori, che videro l’introduzione di ruote interconnesse da un asse incurvato e di molle elicoidali, e furono apportate delle modifiche agli interni. I cambiamenti riguardarono anche i propulsori, con il debutto della fortunata serie Fire. I motori disponibili erano tre, due alimentati a benzina e uno a diesel. Il meno potente a benzina aveva una cilindrata di 769 centimetri cubici e una potenza di 34 cavalli, mentre il più performante era un quadricilidrico da un litro, in grado di sviluppare 45 cavalli. Il motore alimentato a diesel era un 1300 centimetri cubici da 37 cavalli, estremamente parsimonioso dal punto di vista dei consumi. La Fiat Panda ristilizzata fu commercializzata fino al 2004. Nel corso della sua storia furono molteplici le motorizzazioni e le versioni introdotte. Il motore più performante equipaggiato dall’utilitaria fu un 1100 centimetri cubici a iniezione elettronica, il quale disponeva di 54 cavalli e che spingeva l’autro fino alle velocità di 140 chilometri orari.

La Panda 4×4
Nel giugno del 1983 fu lanciata la Panda 4×4, che si attestò come la prima utilitaria a montare un sistema con quattro ruote motrici, realizzato in collaborazione con la Steyr-Puch. Anche in questo caso si avvicendarono diverse versioni, differenti sia dal punto di vista estetico che da quello meccanico.
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Fiat Panda seconda serie
Dopo 23 anni di successi, la Fiat Panda arrivò alla sua seconda versione, radicalmente modificata sotto ogni aspetto, a partire dalla carrozzeria, in questo caso a cinque porte. La tipologia restò invariata e le dimensioni subirono minimi cambiamenti. Presentata inizialmente con il nome di Fiat Gingo, la Panda arrivò sul mercato nel settembre del 2003, promossa da eventi dedicati e da una campagna pubblicitaria di tutto rispetto. Nel 2004 la vettura fu nominata Auto dell’anno. Analizzando l’estetica, la Panda versione 2003 si differenziava totalmente dalla prima versione, adottando forme più arrotondate, che la accostavano a una monovolume.

061025_F_pandapanda_MY07_01_1024 Storia della Fiat Panda dal 1980 al 2016, principali versioni dell'utilitaria

Per quanto concerne la tecnica, il nuovo modello fu provvisto delle più recenti introduzioni in tema di sicurezza, come l’ABS, gli airbag e l’ESP, e vari comfort delle vetture della propria generazione, tra cui il climatizzatore e come optional il navigatore satellitare. Dal punto di vista meccanico, la Fiat Panda introdusse delle sospensioni anteriori di tipo MacPherson e delle sospensioni posteriori a ponte torcente, oltre al servosterzo elettrico. Gli interni, semplici e lineari, furono anch’essi fortemente rivisitati. Al momento del lancio furono due i motori disponibili, entrambi a benzina, a cui si aggiunsero l’anno successivo delle motorizzazioni diesel e altri propulsori a benzina.

Nel 2008 fu introdotto un motore con doppia alimentazione GPL-benzina, ideale sia per risparmiare sul costo del carburante che per poter circolare anche durante i giorni sottoposti a restrizioni del traffico. Il propulsore più potente della seconda generazione fu equipaggiato dalla Panda 100 HP: si trattava di un modello speciale, caratterizzato da minigonne e spoiler, il quale montava un motore da 1,4 litri dalla potenza di 100 cavalli. L’auto, inoltre, contava su un cambio a sei rapporti e su cerchi in lega da 15 pollici ed era in grado di raggiungere i 100 chilometri orari in 9,5 secondi e di toccare la velocità di punta di 185 chilometri orari. Anche la seconda generazione di Fiat Panda fu arricchita dalla versione 4×4, realizzata con un pianale rialzato e provvista di alcuni dettagli estetici in tipico stile da fuoristrada. La serie fu completata dalla Panda Cross, basata sulla medesima meccanica della 4×4 e rivisitata fortemente per quanto riguarda l’estetica, di chiara derivazione “off-road”.

Fiat Panda terza serie
Presentata nel 2011 e distribuita a partire dal febbraio 2012, la terza generazione di Fiat Panda si basa sulla piattaforma del modello precedente. Le forme risultano più moderne, grazie all’eliminazione delle sezioni più spigolose. Gli interni sono stati decisamente rivisitati, con l’introduzione di linee che la pongono al passo delle più gradevoli vetture delle propria categoria. Anche in questo caso sono presenti le versioni 4×4 e Cross, concepite secondo il design della terza generazione.
160915_Fiat_Panda_002 Storia della Fiat Panda dal 1980 al 2016, principali versioni dell'utilitaria
Al debutto la Fiat Panda offriva tre diverse motorizzazioni, una delle quali alimentata a diesel. Successivamente furono introdotti altri propulsori, tra cui un performante Twinair Turbo a benzina da 0,9 litri e dalla potenza di 85 cavalli, e un Multijet 1.3 litri diesel in grado di sviluppare 95 cavalli. Presenti, inoltre, un motore con alimentazione combinata GPL-benzina, e un propulsore con alimentazione combinata Benzina-GNC.

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